
Già da qualche settimana i tuoi piatti per la pausa pranzo sono diventati più caldi, avvolgenti, per rispondere alla stagione autunnale e al suo fresco che entra nelle ossa.
Oltre alla classica acqua, naturale o gasata, da frigo o ambient, puoi lavorare su qualcosa di diverso. Caldo.
Ovviamente le nuove bevande devono essere neutre dal punto di vista gustativo, ovvero accompagnare a malapena il piatto senza sovrastarlo.
Vuoi provare?
A disposizione decine di soluzioni, scegli quelle che si adattano al profilo di cliente che abitualmente frequenta il tuo locale.
I tè leggeri e gli infusi naturali sono il tuo primo semplice banco di prova: il tè verde Sencha, servito tiepido, favorisce la digestione e mantiene la mente attiva, ideale per chi deve tornare subito al lavoro. Anche un tè nero Darjeeling accompagna bene primi piatti cremosi o carni bianche senza coprirne il sapore.
In alternativa, una tisana alle erbe amare – a base di finocchio, anice o carciofo – va bene per chi pranza con piatti ricchi, come risotti o secondi di carne. È un’abitudine che si sta diffondendo nei bar più attenti alla salute e al benessere digestivo.
Un’altra soluzione efficace mutuata dalle abitudini internazionali è rappresentata dai brodi vegetali leggeri o dai consommé limpidi. Serviti in tazza termica o bicchiere resistente al calore, sono perfetti per chi sceglie un pasto veloce ma vuole qualcosa di caldo e confortante. Si integrano facilmente nel menù del bar, poiché possono essere preparati in anticipo e mantenuti in linea calda. Brodo di verdure, zucca o miso delicato: soluzioni che scaldano, nutrono e alleggeriscono.
Nella stessa direzione vanno i succhi caldi speziati, a base di mela, pera o agrumi con zenzero e cannella. Hanno un profilo aromatico autunnale e un contenuto zuccherino moderato, ok con panini, bowl o piatti unici. Serviti a 60–65 °C, in bicchiere da servizio o da asporto, rappresentano una proposta distintiva, capace di intercettare la clientela femminile e chi predilige scelte salutari.
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